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"Bene la guardia medica, ma serve più personale"

Sulle carenze di letti e organico all'ospedale San Donato, sindaco e assessora plaudono ai provvedimenti emergenziali ma chiedono nuove assunzioni

AREZZO — “Opportuna la scelta di affiancare la guardia medica per i casi più lievi di accesso al pronto soccorso - hanno commentato il sindaco Alessandro Ghinelli e l'assessora alle politiche sanitarie Lucia Tanti -, ma l'obiettivo è e rimane il potenziamento del reparto d'emergenza del San Donato con più personale e più posti letto. Anche questo, come concordato con la Asl, sarà uno dei punti focali degli Stati Generali sulla Sanità che si terranno ad Arezzo entro la fine di febbraio”.

Il commento è riferito al provvedimento assunto dal dg Enrico Desideri di aprire un ambulatorio di continuità assistenziale di sostegno al pronto soccorso, in grado di intervenire nei casi di minore criticità e pertanto alleggerire il carico del reparto di primo intervento, la cui situazione nelle ultime settimane si è dimostrata particolarmente problematica a causa del notevole picco di accessi registrati.

“Se è vero che il periodo invernale mette in evidenza maggiori ciriticità e se è altrettanto vero che a volte gli accessi potrebbero essere evitati, non possiamo negare che il pronto soccorso di Arezzo è sotto pressione sostanzialmente 365 giorni l'anno - hanno aggiunto Ghinelli e Tanti -. Siamo d'accordo con l'appello del direttore generale ad un uso consapevole del reparto, ma siamo anche convinti che, oltre a ciò, esiste un oggettivo problema di organico e di carenza di posti letto che ha bisogno non solo di scelte organizzative immediate ma anche di potenziamenti specifici non rinviabili, ai quali non siamo disposti a rinunciare".

Dal primo cittadino e dall'assessora, anche un riconoscimento del grande lavoro svolto in queste settimane dal personale medico e infermieristico del pronto soccorso. 

“E' doveroso il ringraziamento ai medici, agli infermieri, a tutti gli operatori del pronto soccorso - hanno detto i due -, che anche in questa situazione di particolare criticità hanno mantenuto un atteggiamento di grande professionalità, in particolare evitando di sottolinenare i disagi lavorativi, dalle inevitabili ricadute sul servizio erogato. Siamo persuasi che il tempo di una valutazione sul rapporto domanda offerta in ambito di servizi socio sanitari e una focalizzazione sulla soddisfazione dell'utenza unita ad una precisa analisi dei servizi essenziali sia ormai necessaria, nel rispetto sia dei cittadini ma anche degli operatori e di un sistema che, se da una parte ha il diritto di mettere in luce ciò che funziona, dall'altra ha il dovere di risolvere ciò che non funziona, tenendo tutti un atteggiamento di umiltà”.


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