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"Il Vescovo restituisca il prato alla comunità"

Raccolta di firme online da parte di un comitato che riunisce alcune famiglie residenti al Villaggio Etruria. Ecco la vicenda

AREZZO — Lanciata una raccolta di firme online, su Change.org, per chiedere alla Diocesi di togliere la recinzione che da luglio limita una grande area verde al Villaggio Etruria. L’iniziativa è di un comitato, nato proprio per sostenere questa causa, di cui si fa portavoce Ylenia Tamantini.

“Nessun attacco o rivendicazione nei confronti della Diocesi – spiega Ylenia – ma i fatti parlano di una collaborazione che esisteva da sempre e che si è interrotta la scorsa estate in modo abbastanza unilaterale. In pratica, il nostro quartiere usufruisce di un grande prato dove gli adulti passeggiano e i bambini giocano. Il prato è in parte di proprietà della Diocesi, in parte del Comune e in parte del Villaggio. Nessuno si è mai preoccupato di delimitare con precisione i confini delle proprietà, perché il prato, per circa 60 anni, è sempre stato aperto e condiviso da tutti: parrocchiani, residenti del Villaggio Etruria, residenti delle vie vicine che lo hanno attraversato quotidianamente per fare una passeggiata. Tutti hanno beneficiato di questa condivisione”.

Fino allo scorso luglio quando, una mattina, le famiglie si sono affacciate ed hanno visto una recinzione che escludeva un terzo del prato, cioè la parte della Diocesi dove, secondo il parroco della Chiesa di San Giuseppe Artigiano, sarà realizzato un oratorio.

“Non siamo certo contrari ad un oratorio, anzi. Abbiamo però suggerito al parroco di usare un’altra parte di terreno, sempre di proprietà della parrocchia e che risulta adesso inutilizzato, proprio per farci l’oratorio, lasciando questo prato nella disponibilità della comunità. Per tutti noi è importante e lo è stato ancora di più durante il lockdown per esempio – continua Ylenia – Dal parroco non abbiamo avuto riscontri ulteriori e il tentativo ripetuto di contattare il Vescovo per ora è finito nel nulla”.

Il passaggio a piedi a sud della chiesa è stato quindi chiuso, mentre veniva utilizzato dagli anziani per andare a Messa.

Il Comitato, proprio nell’ottica della collaborazione che da sempre ha caratterizzato i rapporti di vicinato, chiede che venga rimossa la recinzione e sia restituito il verde ai cittadini. Comunque, in ogni caso e con puro spirito propositivo, chiede di avere un confronto con chi di dovere per valutare se ci sono alternative alla decisione presa senza un dialogo.

Simona Buracci
© Riproduzione riservata

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