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In piazza contro la reintroduzione dei voucher

Cgil: "un Parlamento che smentisce se stesso, mina alle fondamenta la sua stessa credibilità e offende etica e valori delle istituzioni democratiche"

AREZZO — Un appello da firmare subito on line, una manifestazione nazionale sabato 17 giugno a Roma e, soprattutto, tanta rabbia contro la reintroduzione dei voucher decisa dal Governo il 27 maggio con un emendamento alla manovra. E questo dopo che li aveva cancellati in vista del referendum che si sarebbe dovuto tenere il 28 maggio. Pullman partiranno alle 5 della mattina da Bibbiena (piazzale Coop), Sansepolcro, San Giovanni Valdarno (piazzale Coop), Montevarchi (hotel Delta), Terranuova Bracciolini (piazzale Power One).

La protesta si sintetizza in una frase: “Rispetto! Per il lavoro, per la democrazia, per la costituzione". La Cgil ricorda che appena il 21 aprile scorso il Governo aveva convertito in legge il Decreto con il quale erano stati cancellati i voucher, rendendo cosi non necessario il referendum proposto dalla CGIL a favore della loro abrogazione. “Il Governo – ricorda la Cgil - si impegnò ad un confronto con le parti sociali per discutere una nuova normativa sul lavoro occasionale in ambito domestico: tale confronto non c’è mai stato, pur a fronte di sollecitazioni esplicite anche da parte di Cisl, Uil e di alcuni gruppi parlamentari”.

In compenso arriva un testo con l’imprimatur del Governo che sabato 27 maggio (36 giorni dopo) viene approvato in Commissione Bilancio della Camera e portato in Aula per l’approvazione il successivo lunedì

Da qui la protesta della Cgil: “un Parlamento che, nel giro di poche settimane, smentisce se stesso, mina alle fondamenta la sua stessa credibilità e offende etica e valoridelle istituzioni democratiche e mai nella storia della Repubblica era accaduto che un Governo intervenisse strumentalmente con un Decreto per impedire un referendum e pochi giorni dopo promuovesse un’iniziativa parlamentare per reintrodurre ciò che il referendum intendeva abrogare. E’ pertanto evidente l’intenzione del Governo e della sua maggioranza di impedire a noi cittadini di decidere attraverso il voto referendario. Tutto questo configura una gravissima lesione della democrazia, un’aperta violazione dell’art. 75 della nostra Costituzione che definisce il diritto al ricorso all’istituto referendario, un’offesa ai milioni di cittadini che hanno firmato a sostegno del referendum proposto dalla Cgil”.

Il sindacato, anche attraverso la petizione on line, considera “necessario sollevare una questione di illegittimità di tali decisioni sia presso la Suprema Corte di Cassazione che ha annullato il referendum sull’abrogazione dei voucher in ragione di un provvedimento legislativo smentito pochi giorni dopo da un altro, sia presso la stessa Corte Costituzionale. La Cgil chiede al Presidente della Repubblica il suo autorevole intervento al fine di tutelare lettera e sostanza dell’art. 75 della Costituzione, anche valutando l’opportunità di non promulgare la legge almeno sino al pronunciamento della nostra Suprema Magistratura”.

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