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Ipotesi chiusure, Confartigianato scrive al Ministro

Fabrizio Piervenanzi

Piervenanzi, presidente del comparto Alimentare Toscana dell'associazione, mette in guardia le Istituzioni sulle conseguenze disastrose di tale scelta

AREZZO — Il Covid ha riportato la paura in Italia. Paura sanitaria che si tramuta in terrore economico. Conte non esclude nuove manovre restrittive per evitare l'espandersi del contagio. Teme che, se non arginata in tempo, la nuova ondata del virus porti ad un'implosione delle strutture di "Terapia Intensiva". In questi giorni si susseguono le voci di "chiusure ponderate", anche alla luce di quanto adottato da altri Paesi europei,  che penalizzerebbero soprattutto i commercianti.

Confartigianato anticipa i tempi e scrive una lettera al Ministero dello Sviluppo Economico e al suo Direttore Generale della Politica Industriale, l’innovazione e le Pmi.
L'obiettivo è scongiurare in ritorno al passato, alla scorsa primavera.

Nella missiva,  Fabrizio Piervenanzi, presidente di Confartigianato Alimentazione Toscana,  sottolinea l’incongruità delle misure prese a suo tempo e chiede che non vengano riproposte. Per non aggiungere alle perdite subite, altri danni, che questa volta potrebbero essere letali per tantissime imprese che comunque hanno resistito finora. 

Il presidente lancia l'allarme ricordando che per il comparto dolciario (cioccolaterie, gelaterie, pasticcerie, yogurterie e assimilabili) vietare la vendita diretta sarebbe come dare il colpo di grazia all'intero settore.

Contestualmente, nella lettera indirizzata al Ministero, Confartigianato ha invitato a sostenere le imprese del settore, a parziale recupero dei danni economici subiti, ottimizzando gli interventi a loro favore e magari estendendo il bonus contenuto nel Decreto Agosto, riservato inizialmente ai ristoranti e alle mense e poi, successivamente previsto solo per i ristoranti annessi alle aziende agricole, somministrazione negli alberghi e catering per eventi.

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