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Arezzo: quanto si spende davvero per il gioco

Della provincia di Arezzo sono quattro i comuni, Civitella in Valdichiana, San Giovanni Valdarno, Sansepolcro e Arezzo che registrano una spesa pro capite media superiore alla media provinciale e regionale.

AREZZO — Con oltre 900 euro per quel che riguarda il gioco di slot machine e altri video giochi con premi in denaro, a questi comuni si devono affiancare i i conti dei comuni di Montevarchi, Poppi e Monte San Savino dove i calcoli vanno ben oltre l’importo medio regionale.

Arezzo e gioco d’azzardo: la spesa procapite

La spesa pro capite più alta si registra tra i residenti di Civitella in Valdichiana mentre la più bassa è stata identificata ad Ortignano Raggiolo dove gli euro investiti in slot machine e video poker sono pari a zero.

La classifica è quella pubblicata dal sindaco di Pergine Valdarno, e responsabile Anci per la lotta la gioco d’azzardo e alle ludopatie, Simona Neri.

Un quadro preciso e dettagliato di quello che è un gran neo nel territorio provinciale aretino aggiornata al 2016. Secondo quanto emerso nell’indagine in Toscana vengono spesi mediamente 898 euro a persona. In provincia di Arezzo sono invece 731 gli euro che si vanno ad investire in AWP e VLT (le prima macchinette da bar e le seconde da sale giochi). Senza poi contare la diffusione del casinò online. Tutti i casino online migliori disponibili in Italia hanno degli introiti annuali davvero da capogiro.

Gioco d’azzardo: il parere dei sindaci

Ha sottolineato il sindaco Simona Neri “Nel 2016 –sono stati complessivamente 478 i milioni che nella provincia si sono riversati nel comparto del gioco ed oggi evidenzio che di questa impressionante cifra, 252 milioni (ovvero più della metà, coerentemente con il dato nazionale) afferiscono al solo settore delle slot. Il giocatore d’azzardo quindi gioca prevalentemente su AWP e VLT, che sul nostro territorio sono circa 2350 (di cui 705 solo nel capoluogo aretino). A seguito dell’accordo raggiunto in Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali il numero di AWP verrà sensibilmente ridotto nei prossimi mesi”.

La dipendenza da gioco è un fenomeno in grande aumento che coinvolge gli Amministratori e gli Uffici delle Politiche Sociali molto da vicino: mette ko le famiglie ed i rapporti e forse si tratta della sola dipendenza che coinvolge anche gli anziani.

Ci può essere una soluzione, un intervento si può, intanto, iniziando con le iniziative che potrebbero arrivare a ridurre la spesa procapite cittadina da 2500 a 1300 € in tre anni.

In attesa dei decreti attuativi del MEF sull’accordo in C.U., che ridurranno il numero di AWP da 24.000 a 16.000 in Toscana e che andranno ad autorizzare, senza più doppi sensi, i Sindaci a regolamentare le fasce orarie sensibili di interruzione del gioco, l' appello è quello di portare in approvazione i Regolamenti Comunali per indicati quali siano i luoghi sensibili di ognuno dei territori aretini.

La parola chiave deve però rimanere “formazione”: i bambini devono sapere già dalla tenera età i rischi connessi alla compulsività del gioco ma che il gioco in sé, anche quello on-line possono essere solamente un passatempo leggero a cui non dare importanza. “ Ancora troppa pubblicità insiste sulle fasce orarie non protette ed ancora troppi riferimenti culturali o mediatici si prestano come testimonial del mondo dell’azzardo. Il gioco è bello quando è sociale”.


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