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Gioco d'azzardo ad Arezzo: qual è la situazione

​Il gioco d'azzardo online per molti anni ha subito restrizioni legislative, che solo negli ultimi anni si sono allentate con la nuova normativa del 2006, la quale prevede una liberalizzazione del mercato del gioco d'azzardo online.

AREZZO — La legalizzazione del gioco online, e la sempre maggiore possibilità di usufruire di questa tipologia di gioco, ha portato un numero sempre più grande di persone a partecipare a questi incontri in casinò virtuali, ad esempio lo Snai Casino. Molte piattaforme offrono la possibilità di effettuare partite stando comodamente seduti a casa: in questo modo il giocatore si sente a proprio agio potendo vivere il gioco in piena riservatezza, a tal punto da creare un'aria, per così dire, familiare all'interno del gruppo di giocatori virtuali. 

Dal punto di vista economico, questo settore è sempre in positivo, crescendo ogni anno di più i propri introiti e confermandosi come attività in forte aumento. Noto è anche il grande problema di dipendenza che questa tipologia di gioco ha creato tra diverse persone, le quali spesso si trovano a sviluppare patologie che la maggior parte delle volte intaccano anche la sfera economica personale. Molti dei giocatori-dipendenti rischiano di rimanere in balia di strozzini o trovarsi ad ipotecare case e beni per estinguere i debiti contratti. 

La possibilità di usufruire del gioco d'azzardo online all'interno di un luogo come la propria casa favorisce maggiormente una compulsione, la quale a sua volta porta il soggetto ad un'isolamento dalle persone con una conseguente alienazione sociale e comunicativa verso il mondo che lo circonda. Questo si ripercuote anche nei rapporti familiari e sociali e conviviali di amicizia, in quanto, come effetto domino, porta l'utente- giocatrice ad allontanarsi da ogni persona che possa distoglierlo dal gioco o che cerchi di convincerlo degli effetti negativi. 
Il profilo del giocatore dipendente si riassume proprio con quello di una persona convinta delle proprie potenzialità di vincita, di negazione verso la propria dipendenza e di minimizzazione del problema con false credenze di poter smettere senza alcun percorso strutturato e seguito da un professionista. Sicuramente le campagne pubblicitarie forvianti, che trasmettono messaggi ambigui, secondo i quali il gioco d'azzardo legale si svolge in totale sicurezza, non favoriscono a chiarire al consumatore la differenza tra sicurezza in termini economici da quella che può definirsi sicurezza a livello sanitario e patologico. 

Secondo diverse statistiche nazionali, dal 2005 al 2006, con il passaggio alla legalizzazione del gioco online, c'è stato un forte boom di crescita tra la popolazione giocante. Quest'ultima si sente rassicurata dal punto di vista economico, in quanto molte piattaforme offrono la possibilità di giocare utilizzando le proprie di credito per accrescere il proprio cash all'interno del gioco. Questo porta a quell'atteggiamento compulsivo che induce il giocatore da entrare in una spirale molto pericolosa da diversi punti di vista.
Per fronteggiare questo fenomeno sempre più dilagante soprattutto tra i giovani tra i 20 e i 30 anni, le istituzioni della città di Arezzo hanno deciso di incontrare i gestori di giochi leciti per discutere delle modalità di accesso che gli utenti hanno alle zone di gioco e delle motivazioni che spingono le persone al gioco, pur trovandosi in un periodo di crisi economica.
Il gioco d'azzardo è una patologia ancora poco conosciuta, e pur essendo riconosciuta dal DSM IV come dipendenza patologica sin dal 1994, ancora oggi rimane in bilico tra un'interpretazione più propriamente moralistica e popolare e, in minor misura, sanitaria.Per questo motivo il comune di Arezzo ha riconosciuto nella patologia un pericolo per l'intera popolazione aretina e non solo per la cerchia familiare e amicale del paziente- giocatore. 

Il piano proposto dal Comune di Arezzo si basa su una politica di integrazione tra approccio clinico e creazione di gruppi che possano sostenere sia chi soffre della dipendenza sia le famiglie, utilizzando un approccio multi-professionale che dia una risposta a tutte le esigenze.Oltre all'intervento a livello sanitario, ad Arezzo la Guardia di finanza è intervenuta per mantenere monitorato nel migliore dei modi anche il giro di criminalità organizzata che ha trovato nel gioco d'azzardo uno sbocco per i propri affari. Grazie all'iniziativa Libera e il dossier Azzardopoli 2.0 del 2012 sono stati resi pubblici numeri e fatti legati all'implicazione della malavita nel giro del gioco d'azzardo: nel solo 2012 il fatturato ammontava a 15 milioni di euro. Per combattere la dipendenza dal gioco delle slot machine, sempre nella città aretina, si è pensato di organizzare anche uno Slot Mob, evento nato nel 2015 con l'intenzione di incoraggiare esercenti ed utenti a non affittare le slot machine. Questo tipo di azioni, pur nella loro semplicità, hanno uno scopo preventivo per tenere lontane quante più persone dal gioco, cercando di favorire allo stesso tempo il buon gioco con attività che creino relazioni tra le persone reali. In questo modo si premiano anche gli esercenti attenti alle problematiche sociali, i quali organizzano colazioni o aperativi in massa, accompagnati anche da tornei di calcio balilla. Poiché con la legalizzazione del gioco d'azzardo online e la diffusione della tecnologia e della rete internet non è più possibile individuare delle fasce più sensibili e più fragili che possono incappare in questa dipendenza, il Comune di Arezzo punta molto su una sensibilizzazione maggiore di tutti i cittadini verso questa problematica.

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