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“Francia o Spagna, purché se magna”

In questi mesi di Covid abbiamo sofferto, combattuto ma anche sognato. E la prima cosa da fare per realizzare un sogno è aprire gli occhi.

FIRENZE — L’ultimo sondaggio condotto da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera rileva che tra gli italiani in questo periodo prevalgono valutazioni negative: scetticismo per i prossimi mesi e preoccupazione sul futuro. Poco più del 20 per cento ritene che manterremo lo spirito di unità di questa fase di emergenza sanitaria mentre quasi due italiani su tre (63%) sono convinti che tutto tornerà come prima e che avremo difficoltà ad uscire dalla crisi scaturita dalla pandemia per la rabbia dei singoli e le divisioni politiche.

Valutazioni positive prevalgono invece quando si parla di parenti, amici e conoscenti. Il 52% è del parere che per senso di responsabilità, le persone che si frequentano abbiano rispettato le regole .

Quindi come sempre un paese spaccato a metà, tra chi è garantito e chi è precario, tra chi è evasore e chi è contribuente. Un paese dove la metà dei cittadini pensa che i responsabili di ciò che non funziona siano sempre gli altri, dove le divisioni sono sempre meno per le idee e sempre più per le cose e dove in gran parte vale ancora quanto ammoniva più di quattrocento anni fa il fiorentinio Guicciardini “Francia o Spagna, purché se magna”.

Nei drammatici mesi del Covid che ci hanno rubato la primavera (il cappotto che abbiamo ritrovato appeso in casa quando siamo riusciti di casa ce lo ha ricordato) abbiamo tutti scritto e taggato #andràtuttobene e detto spesso “Nulla sarà più come prima” come se nella vita non muti già tutto secondo dopo secondo.

Ma se in questa quarantena abbiamo veramente sognato e desiderato un paese nuovo, un nuovo modo di stare insieme dobbiamo aprire gli occhi, pensare positivo e rimboccarci le maniche. Serve una visione ambiziosa per il futuro del Paese, un progetto che possa essere realizzato con convinzione e partecipazione dalle tante brave persone di questo nostro Paese.

Basta che venga scritto da persone brave.

Marco Migli - Direttore QUInews

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